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Scuola digitale

Progetto STEM 2°edizione

Corso di formazione realizzato con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità,nell’ambito dell’avviso In estate si imparano le STEM

Erasmus+

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IL LABORATORIO DELLE EMOZIONI 

Insegnare nelle sezioni ospedaliere è un’esperienza totalmente diversa da quella del gruppo classe. Oltre a proporre una didattica laboratoriale “innovativa”, è necessario fare i conti con le diverse emozioni che i bambini sperimentano: la paura dell’ospedalizzazione, della malattia, dell’estraneità del luogo o, più semplicemente la gestione di emozioni forti quali la rabbia.

Uno degli strumenti essenziali, utilizzati in questo contesto è il “Laboratorio delle emozioni”. Questo laboratorio è un percorso strutturato che porta all’acquisizione di una maggior consapevolezza delle proprie emozioni, a riconoscere il loro significato, a capire da dove scaturiscono e soprattutto come fare a gestirle.

E’ importante imparare che non esistono emozioni positive ed emozioni negative, tutt’al più possono essere piacevoli o spiacevoli , ci sono comportamenti invece che scaturiscono da queste emozioni che i bambini possono imparare a gestire esprimendole in modo adeguato. Per far questo devono conoscerle ed accettarle. Attraverso questo percorso i bambini imparano a governare la loro rabbia, la tristezza, la gioia, a trasformare i loro pensieri negativi in pensieri utili e costruttivi, a riconoscere ed affrontare i propri virus mentali (usare il verbo “devo”, dare interpretazioni sbagliate, svalutare, ingigantire le cose, generalizzare).

Non potendo costruire un percorso articolato e strutturato, vista la transitorietà degli alunni che rimangono in ospedale solo pochi giorni, proponiamo attività che affrontino singole emozioni, lavorando su quelle scaturite dal brain storming iniziale per poter fornire ai bambini, efficaci strumenti per imparare a gestire la paura, il senso di abbandono, la frustrazione o la rabbia.

Di seguito proponiamo le principali attività proposte nel corso dell’anno.

SEI FOLLETTI NEL MIO CUORE

Dopo la lettura allegra e divertente di “Sei folletti nel mio cuore” si procede alla costruzione dei personaggi che rappresentano le diverse emozioni che risiedono nel cuore di ognuno di noi, la gioia, la tristezza, la rabbia, la paura, il disgusto e la meraviglia. Attraverso giochi di drammatizzazione, ogni bambino ha la possibilità di esprimere e di raccontare episodi della propria vita in cui ha provato quelle emozioni, riconoscendole e trovando soluzioni alternative per affrontarle. Attraverso questo gioco vengono spesso fuori episodi significativi della loro vita. Attraverso l’ascolto attivo, e la proposta di strumenti efficaci i bambini hanno la possibilità di acquisire un diverso punto di vista rispetto al loro vissuto ed alle situazioni che si affrontano ogni giorno.

NATURA DENTRO

Dopo la lettura del libro “Natura dentro” di Arianna Papini, abbiamo approfondito alcune emozioni poco esplorate dai bambini, quali la curiosità che ci permette qualsiasi forma di apprendimento, la fatica senza la quale nulla è possibile e come unico mezzo per raggiungere i nostri obiettivi, la consolazione che ci permette di rialzarci ogni volta che cadiamo, il valore del silenzio, la disposizione al cambiamento e la dimensione onirica del sogno. Attraverso la costruzione di un pop-up i bambini hanno fatto significative riflessioni su queste emozioni poco conosciute valutandone i vari aspetti e comprendendone profondamente il significato

Le mie emozioni

IL COLORE DELLE EMOZIONI

Dopo la lettura del pop-up “Il colore delle emozioni” che aiuta i bambini a definire le varie gradazioni delle emozioni che vivono quotidianamente, e dopo averle rappresentate, raccontando episodi in cui le hanno vissute, abbiamo costruito un cartellone in cui vengono collocate nel corpo, riconosciute e gestite. Imparare alcune tecniche per gestirle meglio, soprattutto quelle che vengono considerate negative, aiuta i bambini a sentirsi meno in balia degli eventi e ad affrontare in particolare quelle che caratterizzano l’ospedalizzazione.

 

LE NOSTRE PAURE

Dare libera cittadinanza alla paura, affrontarla ed imparare a gestirla, è un momento fondamentale per i bambini. In genere viene considerata un’emozione negativa di cui vergognarsi,   mentre riconoscere negli altri le stesse paure, li aiuta ad affrontarle più serenamente. Queste attività ci consentono di comprendere profondamente, attraverso l’ascolto, il vissuto dei bambini e cercare di fornire loro un diverso punto di vista e dotarli di strumenti efficaci per gestire queste emozioni che condizionano profondamente la loro vita. Mentre in pediatria si evidenzia la paura del dolore, della sofferenza e della malattia, in neuro-psichiatria infantile i bambini spesso si portano dietro ciò che li ha portati fin lì, la paura della scuola, delle insegnanti, di sbagliare o addirittura del fallimento. Le foto che seguono potrebbero servire a tutti noi per riflettere sul nostro ruolo di educatori e sul ruolo della scuola.

 

IL POSTO GIUSTO

Per affrontare e gestire la paura, una delle nostre attività privilegiate è la visualizzazione del “posto giusto…”. Dopo la lettura dell’ omonimo libro, il quale rappresenta una metafora della ricerca di un posto in cui sentirsi accolti amati e coccolati, quindi al sicuro, facciamo cercare ad ognuno il “proprio posto giusto”, quel luogo nel quale rifugiarci nei momenti difficili e nel quale nulla di male ci può accadere. Il richiamo di questa visualizzazione può distrarci dalla sofferenza o dalla paura, facendoci affrontare la situazione, pur sapendo di poter far presto ritorno nel nostro “posto sicuro”.

IL GIOCO DELLE EMOZIONI

IL COLORE DELLE EMOZIONI

Dare un colore alle emozioni fa scoprire significati diversi ed anche diverse sfaccettature a cui i bambini non sono abituati. La condivisione delle stesse emozioni con gli altri è liberatoria e li aiuta ad accettarle ed a gestirle. La paura, tra tutte, è quella più espressa in ambiente ospedaliero.

COME MI SENTO QUANDO........

In particolar modo nel reparto di Pediatria, i bambini sperimentano emozioni quali la paura, il dolore, la sofferenza, emozioni a cui non sono abituati e che spesso non sono in grado di gestire perché gli stessi genitori fanno fatica ad attivare comportamenti adeguati ed efficaci in situazioni di stress. Saper riconoscere le emozioni, ed imparare ad usarle nel modo giusto, agendo dei comportamenti utili e costruttivi, evita al bambino di sentirsi travolto dalle sue stesse emozioni e gli fa sperimentare nuovi schemi di adattamento.

Per poter affrontare la paura ad esempio, utilizziamo metafore, procediamo alla costruzione di pop up in grado di far esprimere le proprie emozioni e soprattutto farle condividere con gli altri in modo che il riconoscimento reciproco allevi la sensazione di isolamento. Proponiamo visualizzazioni guidate per gestire i momenti di panico o di ansia ed affrontare meglio le prove a cui si viene sottoposti durante la malattia.

Far evidenziare, sempre attraverso pop-up o libri personalizzati, i lati negativi dell’ospedalizzazione contrapposti a quelli positivi, fa acquisire ai bambini un diverso punto di vista, ampliando la loro visione e facendo riconoscere i vantaggi secondari che spesso sono ignorati o sottovalutati.

 

CAPACIZZATI

Una delle attività più interessanti e divertenti, è nata spontaneamente nell’ambito del laboratorio di scrittura creativa. Nella parte iniziale, i bambini hanno analizzato i diversi modi di dire, che spesso accompagnano la loro vita scolastica, quali “non sono capace”, “non lo so fare” e quanto queste frasi siano limitanti, non riconoscendosi le risorse necessarie per affrontare il compito richiesto. L’utilizzo del “non” ad inizio frase, rinforza la negazione di ogni possibilità, e la sostanziale mancanza di riconoscimento delle proprie capacità e della propria autostima. Abbiamo lavorato sul “senso” di queste affermazioni e, successivamente, abbiamo trasformato questi pensieri negativi e limitanti in pensieri positivi e costruttivi, attraverso i quali ci si dava il permesso di affrontare qualsiasi richiesta e soprattutto quello di “sbagliare”. Far riconoscere ai bambini la possibilità dell’errore non è semplice, anche questo fa parte di un lungo percorso che va costruito giorno per giorno. Lo slogan “capacìzzati” è stato inventato dai bambini per sintetizzare con una parola, l’energia positiva che deve accompagnare ogni esperienza affrontata.

 

 

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