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Scuola digitale

Progetto STEM 2°edizione

Corso di formazione realizzato con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità,nell’ambito dell’avviso In estate si imparano le STEM

Erasmus+

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Poster GIOCHI SENZA BARRIERE

Il manifesto magnum dell’evento “Giochi senza barriere”, all’ interno del laboratorio pittorico, è stato eseguito dai bambini, per i bambini e rappresenta dei bambini . Su uno sfondo di prato e di cielo, sagome di bambini-rainbow, in pose dinamiche giocano e ci vengono incontro. Il poster esprime pienamente, nel luminoso e vivace cromatismo e nella composizione grafica, lo spirito di questo evento gioioso ed inclusivo che vede la partecipazione della scuola in ospedale” in trasferta” nei giardini della scuola San Giovanni Bosco. Inoltre Il manifesto contiene elementi grafici di rimando alle bandiere realizzate per delineare l’area giochi all’ interno del giardino della scuola.

 

 

Nuoto senza barriere

Invitati dall'Associazione “Straordinariamente abili” , i nostri bambini hanno partecipato insieme ai bambini “straordinari” ad una meravigliosa esperienza in piscina, durante la quale hanno condiviso l'esperienza di riabilitazione in acqua, per arricchirsi delle reciproche differenze e per unire armoniosamente lo sport, la disabilità e la necessaria sensibilizzazione in merito a tali problematiche

Giochi senza barriere

Come manifestazione conclusiva di fine anno, abbiamo proposto la seconda edizione di "Giochi senza barriere",  una splendida manifestazione organizzata dalle docenti delle Sezioni Ospedaliere in collaborazione con lo staff della Scuola primaria San Giovanni Bosco, dei reparti di Neuropsichiatria Infantile, di Pediatria, dell'associazione culturale "Iridella e Pallotta" e dell'associazione "Straordinariamente abili" che ha arricchito, attraverso la presenza dei loro ragazzi "straordinari", la nostra iniziativa.

I protagonisti sono stati i bambini ospedalizzati nel corso dell'anno nei vari reparti, i ragazzi “straordinari” e tutti gli alunni di San Giovanni Bosco. Il gioco ed il divertimento hanno consentito il superamento di qualsiasi "differenza", favorendo l'utilizzo di abilità alternative, superando attraverso la condivisione e la cooperazione qualsiasi forma di "diversità".

Riunire insieme professionalità  così diverse, medici dei reparti, infermieri, docenti, animatori, educatori, che da sempre si occupano di diversità, tutti impegnati nel perseguire un comune obiettivo, quello dell'inclusione e dell'integrazione, è stata una straordinaria esperienza che ci fa riflettere sull'unica strada possibile per ottenere risultati efficaci: la sinergia e la cooperazione tra tutti gli enti, che a vario titolo, si occupano di integrazione scolastica e sociale.

Mostra

In occasione di “Giochi senza barriere” sono stati esposti nell'atrio della scuola, i meravigliosi libri realizzati con tecniche varie, i prodotti iconografici, i tappeti pittorici ed i poster realizzati dai nostri bambini nel corso dell'anno. In questo modo è stato possibile valorizzare e rendere visibile ad alunni, genitori, insegnanti e tutto il personale coinvolto, l'impegno, la passione e soprattutto il cuore che hanno consentito di alleviare e rendere piacevole, un difficile momento della loro vita.

 

UN OSPEDALE CON PIU’ SOLLIEVO

Nel nostro lavoro quotidiano di insegnanti della sezione ospedaliera, ci troviamo a condividere con i bambini la loro situazione di disagio, paura, sofferenza legata alla ospedalizzazione. Parlare, invitare loro ad esprimere le emozioni, è un processo che si interseca con tutte le attività laboratoriali giornaliere.

Dalle verbalizzazioni dei loro vissuti, emerge la capacità di porre in essere “strategie per il sollievo” per sublimare la paura dell’ ospedale, delle cure e degli esami diagnostici invasivi o non.

E’ questo il senso ed il filo conduttore del nostro progetto “Un ospedale con più sollievo”.

Abbiamo realizzato, quindi, un libro pop-up con scene-sequenze e brevi didascalie a corredo, frutto di espressioni, riflessioni emerse dai colloqui informali con i bambini durante le molteplici attività della scuola.

Nella prima scena-sequenza, i bambini esprimono il desiderio che l’ ospedale sia più colorato , per esorcizzare la paura, poiché il bianco rimanda ad un senso di estraniamento e freddezza.

Nella seconda scena, il piccolo paziente si identifica in un elemento naturale. E’ così nata l’ idea del bambino-mare, bambino-cielo, bambino-prato, per sentirsi sereni e calmi durante gli esami.

Nella terza scena il bambino diventa, nella visualizzazione che è in grado di operare, un oggetto leggero o una farfalla, come suggerito da una bambina e questa modalità aiuta a superare il senso di sgomento ed ansia, soprattutto durante le attese per eseguire gli esami.

Nell’ ospedale non ci sono solo i dottori, le infermiere, le docenti ma anche i clowns che sanno regalare il sorriso che soll(i)eva.

Le flebo poi, se sono somministrate con astuta operazione di camuflage, diventano ancora più efficaci e si accettano con coraggio perché rendono invincibili (quarta scena).

Infine l’ultima scena rappresenta un’ espressione intima, la più alta poiché il SOLLIEVO deriva dall’ affidarci completamente nelle mani di colui o colei nel quale riponiamo la nostra speranza e il nostro amore.

Con la guida delle docenti, i bambini sono stati accompagnati alla complessa realizzazione dell’ elaborato, attraverso le diverse fasi, partendo dal brainstorming sulle parole chiave: disagio, sofferenza,, ospedale, sollievo. I bambini hanno narrato esperienze personali. Poi si è passati alla produzione manuale-pittorica di tavole dipinte in acrilico, successivamente disegnate e ritagliate in sagome e silhouettes. Sono stati creati gli elementi portanti del pop-up e montati successivamente i componenti colorati. Infine assemblato tutto con cartone telato e tamponato.

La realizzazione di questo prodotto iconografico, in tutte le fasi, è stata molto coinvolgente per i bambini, i quali hanno portato a termine il lavoro con gioia, soddisfazione e orgoglio per ciò che hanno saputo creare con i loro pensieri, le loro emozioni e le loro mani.

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